Arrivati al ristorante stipati dentro un furgone scendiamo camminando in maniera ridicola ed entriamo in un ristorante come tanti con un pensiero solo: viulenzaaa!!! Ci vengono portate 2 kg di pennette all'arrabbiata che nel giro di 1 minuto e 19 secondi sono scomparse dalla tavola. La birra aiuta il recupero, per i più salutisti c'è la coca cola. E' il turno dei tortellini e questa volta impieghiamo 4 secondi in più per finirli.
Nota di merito per Nazareno, anche io faccio la mia parte. Concludiamo il pasto con pizza a volontà.
Durante la cena si fanno spazio tra i ricordi della giornata appena trascorsa le incertezze per quella successiva: ci attendono quasi 40 km, siamo tutti devastati e il percorso non è troppo chiaro in un punto. E' qui che il marito di Ellen, ristoratrice e nota parrucchiera di Castelraimondo, chiama Luca e lo invita a vedere una strada alternativa sul pc che casualmente passa davanti ai parenti del ristoratore che ci forniranno i panini per il pranzo del giorno dopo.
Dopo una lunga consultazione e qualche domanda il marito di Ellen domanda: "Tutto chiaro?". Ed è lì che Luca risponde con un sonoro: "Si, tutto chiaro!" (annuendo con la testa in maniera evidente): quella risposta rimase a lungo nella mente di Moreno, ma ritorneremo nel corso del racconto su questo episodio.
Come accennato, non siamo per nulla certi di ripartire il giorno successivo: gli acciacchi sono molti e la fatica ancora più. Decidiamo di affidarci al Signore pregando insieme la Compieta e di valutare il tutto dopo una notte ristoratrice. Il salmo che preghiamo è il numero 90 che recita " Tu che abiti al riparo del Signore e che dimori alla sua ombra, dì al Signore mio rifugio, mia roccia in cui confido. E ti rialzerà...". E' lì che il più giovane, ma anche più profetico, Francesco, mi confida: domani ripartiremo tutti con certezza!
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