sabato 3 maggio 2014

Montelupone - Assisi 03 Verso San Severino

La Strada Regina ci spinge a camminare in fila e ad accelerare il passo. In meno di due ore siamo a Villa Potenza e una volta imboccata la strada provinciale Rotacupa ci fermiamo avanti a delle abitazioni a recitare le lodi. Cominciamo ad avvertire un pò di stanchezza d'altronde abbiamo già fatto più di 16 km, ma la giornata ne prevede più di 50 e siamo solo alle 10 del mattino.

Il sole comincia a battere forte e ancora non abbiamo trovato per ricaricare l'acqua, dobbiamo farne buon uso. Nel cammino a volte si parla, a volte si prega, spesso ci si chiede a che punto siamo, ma mai ci si lamenta: stiamo molto bene in compagnia.
Tenendo ancora un buon ritmo arriviamo a Passo di Treia dove lungo la strada troviamo uno spiazzo e una fontanella dove ristorarci per qualche minuto e ricaricare le borracce: non è ancora ora di pranzo. Decidiamo infatti di proseguire ancora un pò: la fatica del pomeriggio ci dirà che mai ci fu scelta più saggia.
                                         


Il pranzo è tutto uno sgranchirsi e il timore di non farcela inconsapevolmente ci prende, ma pensiamo che in fondo San Severino non è così lontano e poi da lì il termine della prima tappa sarà vicino. Il ristoro ci voleva, ma non può essere troppo lungo. Poco dopo le 14 ci rimettiamo in marcia lungo la strada provinciale.



Il sole scotta, ma cerchiamo di tenere un buon passo perché il tempo scorre e San Severino non arriva mai.
Siamo passati cento volte lungo questa strada in macchina, ma anche se chiunque sarebbe pronto a giurare che al termine del successivo rettilineo saremmo arrivati in città, c'è sempre qualcun altro pronto a replicare: "Aaah nooo, è il prossimo!!!"

 La sensazione di calore è amplificata dall'asfalto incandescente e ci ritroviamo con poca acqua. Poco prima di San Severino siamo costretti a chiedere aiuto ad un signore che si trovava fuori casa il quale con accoglienza contadina ci invita a ricaricarci alla sua fontanella. E' l'occasione per bagnarsi e scambiare due chiacchiere con l'anziano signore che certo non è dispiaciuto di avere un qualche interlocutore.

Siamo ormai a San Severino, sono passate le 4 e Nazareno in un evidente stato misto tra la rabbia e la pazzia allunga decisamente per poi rinsavire alla minaccia di accompagnarlo al vicino Ospedale. Ci fermiamo ad un bar e facciamo una piccola pausa.

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